«Il quaderno dell’amore perduto» il primo romanzo di Valérie Perrin (con l’inatteso finale)

«Il quaderno dell’amore perduto» il primo romanzo di Valérie Perrin (con l’inatteso finale)

25 Aprile 2026 0 Di mariomonfrecola

«Il quaderno dell’amore perduto» di Valérie Perrin (2015)

Sono convinto che la realtà non verrà mai superata da nessun racconto, nemmeno il più audace romanzo partorito dalla fantasia del più sfrenato tra gli scrittori.
Questa ferrea convinzione vacilla nel finale di Il quaderno dell’amore perduto, il primo romanzo di Valérie Perrin (pubblicato nel 2015).

Perché tutto mi aspettavo tranne che una pericolosa deviazione (che non anticipo per ovvi motivi) capace di trasformare una storia intrigante ma tutto sommato leggera, in un piccolo giallo difficile da digerire.

Ecco, il finale mi spiazza.
Ma la scossa non guasta il piacere della lettura, la voglia di scoprire il passato di Hélène raccolto in un quaderno da Justine, la nostra protagonista.
Justine che, dopo la morte dei genitori, si rifugia nel suo lavoro di assistente in una casa di riposo.
E, oltre a curarli con amore, ascolta le loro storie.

Quando un vecchio muore, un’intera biblioteca va in fumo

Il quaderno dell'amore perduto, un romanzo di Valérie Perrin: la mia recensione

 

Un romanzo avvincente di un’autrice da seguire

Dunque, Il quaderno dell’amore perduto è il romanzo d’esordio di Valérie Perrin.
Della stessa autrice avevo già apprezzato Trè e Tatà, due opere coinvolgenti, emozionanti, lette con entusiasmo.

E lo stesso accade per Il quaderno dell’amore perduto.

Questa scrittrice ha la capacità di costruire trame complesse, da scoprire pagina dopo pagina, con la dovuta calma.
Destini di donne e uomini apparentemente distanti che – come in una serie di scatole cinesi – si intrecciano.

Con una serie di flashback scopriamo la vita di Hélène travolta dall’orrore della guerra e dalla follia del nazismo.
Ma anche la forza di questa donna – oggi anziana – e di un amore intenso, assurdo, infinito.

Un’oscillazione temporale tra la vita passata di Hélène e il presente di Justine.
Fino agli ultimi capitoli quando il mosaico si compone e ogni dettaglio assume il suo giusto significato.

E con un finale da giallo su cui sto ancora riflettendo.


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