Le prigioni del castello di Baia: per ricordare l’importanza della libertà [FOTO]

Le prigioni del castello di Baia: per ricordare l’importanza della libertà [FOTO]

2 Novembre 2026 0 Di mariomonfrecola

Le prigioni del castello di Baia: nove piccole celle da conoscere

Nove celle, nove ambienti angusti dove isolare i prigionieri politici, per zittire coloro che inneggiavano contro il re prima e il duce poi.
Visitare le prigioni del castello di Baia è un’esperienza intensa ma necessaria.

Mentre attraverso questi spazi ristretti – quasi claustrofobici – immagino una persona rinchiusa tra queste mura perché colpevole di sognare la libertà dal tiranno di turno.
Il prigioniero può contare solo su un letto di pietra e un buco utilizzato come servizio igienico (buco non collegato a nessun sistema fognario, in pratica un fosso e nemmeno troppo profondo).

Con un raggio di luce che entra dalla piccola finestra sbarrata.
E dalla quale ammirare il blu del mare, l’infinito dell’orizzonte, un pezzettino di panorama di Bacoli e i Campi Flegrei.

Ascolto la guida raccontare delle condizioni disumane dei carcerati e penso al contrasto tra il dentro e fuori le mura: tanta bellezza oltre le sbarre, l’inferno nelle celle.

 

Le prigioni del castello di Baia

 

Anche un disegno di Benito Mussolini

Il corridoio che collega tutte le celle è stretto, con varchi ridotti in larghezza e altezza (per attraversarli, sono costretto ad abbassarmi).

Mentre visitiamo le celle, osserviamo sulle mura le testimonianze lasciate dai prigionieri, conservatesi nel corso dei secoli.

Disegni di navi, forse le imbarcazioni che attraversavano il mare tra Bacoli e Pozzuoli intraviste dai carcerati attraverso la finestrella del castello.
In una cella, invece, lungo la parete, sono disegnati dei fiori, la bellezza della natura per combattere l’orrore della prigionia?

E poi frasi e date, alcune ancora leggibili.
Ma anche le incisioni dei giorni della settimana, un elementare calendario per registrare lo scorrere del tempo.

Colpisce soprattutto la raffigurazione di Benito Mussolini, accompagnata dalla frase «Sono un prigioniero».
La stessa immagine compare in più celle, realizzata da persone diverse ma sempre con la medesima iconografia.

 

Come visitare le prigioni del castello di Baia

Per visitare le prigioni del castello di Baia si consulti la pagina ufficiale Coop Culture Prigioni del Castello Aragonese di Baia.

Prima, però, consiglio una visita guidata al castello di Baia con il Gruppo Archeologico Campi Flegrei, associazione con la quale collaboro da tempo e conosco (e garantisco) la professionalità.

 

La galleria fotografica

Condivido alcune foto della visita guidata alle prigioni del castello di Baia.
Vorrei che tali scatti trasmettessero l’indignazione provata dal sottoscritto nell’attraversare un luogo disumano che, temo, esista tutt’oggi in tanti angoli del nostro mondo.