«James» di Percival Everett: l’indimenticabile storia di Jim, schiavo nero (amato dal primo rigo)

«James» di Percival Everett: l’indimenticabile storia di Jim, schiavo nero (amato dal primo rigo)

3 Aprile 2026 0 Di mariomonfrecola

«James» di Percival Everett: la schiavitù narrata da Jim, lo schiavo

Come può un uomo discriminare un altro uomo per il colore della pelle?
Perché i bianchi ridussero in schiavitù i neri?
Esseri umani trattati come oggetti, da sfruttare, vendere, torturare, violentare, assassinare.

I neri, razza diversa.
Ma diversa da chi? 

“Ma perché Dio ha organizzato le cose in questo modo?” chiese Rachel.
“Con loro come padroni e noi come schiavi?”

 

Questa riflessione tanto banale quanto inaccettabile, mi fa rabbrividire tutt’oggi.

E allora leggere James, di Percival Everett è illuminante.
Stavolta la storia è narrata dal punto di vista di Jim, lo schiavo.
Il mondo dei bianchi osservato da chi subisce le peggiori pene fisiche e psicologiche.

Quel mondo inaccettabile anche al piccolo Huck, il ragazzino bianco amico dello schiavo nero Jim.

“Com’è possibile che una persona è padrona di un’altra?”
“Huck, ’sta qui sì che è una buona domanda.”

 

«James» di Percival Everett: la mia recensione

 

E se uno schiavo fosse istruito?

James, di Percival Everett è un romanzo che ho amato dalla prima pagina.
Impossibile non entrare in empatia con Jim.
E non scandalizzarsi da quelle leggi assurde in vigore nell’America schiavista dell’anteguerra (siamo poco prima del 1861).

Interessante anche lo stile utilizzato dallo scrittore (complimenti al traduttore).
Jim si rivolge ai bianchi con il gergo degli schiavi, un modo di parlare grossolano per assecondare l’idea di inferiorità (intellettuale e psicologica).
Anche se, in realtà, Jim è istruito e capace di conversare in modo forbito finge di essere ignorante, come i bianchi si attendono da uno schiavo.

E se invece Jim iniziasse a parlare come (e meglio) di un bianco?

 

In quel momento il potere della lettura mi apparve chiaro, reale.
Quando vedevo le parole, nessuno era in grado di controllarle, né di controllare ciò che ne ricavavo. Non poteva neppure sapere se le stavo solo vedendo o leggendo, se le stavo compitando o comprendendo. Era una faccenda totalmente privata e totalmente libera, e di conseguenza totalmente sovversiva.

 

«James» di Percival Everett: premio Pulitzer per la narrativa 2025

Consiglio la lettura di James, di Percival Everett a tutti.
Perché la storia di Jim é intensa, da ricordare, denunciare, scandalizzarsi ancora oggi.

E come suol dirsi per i grandi romanzi, un libro da consigliare già a scuola.

 

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