Gli affreschi al MANN: tre celeberrime opere [FOTO]
5 Febbraio 2026Gli affreschi al MANN con ingresso gratuito la prima domenica del mese
Sfruttare la prima domenica del mese con ingresso gratuito per visitare la sezione degli affreschi al MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Per evitare la fila chilometrica presente la mattina, consiglio il primo pomeriggio.
Un’idea semplice, un’occasione unica da non lasciarsi sfuggire.
Rissa all’anfiteatro (59 d.C.)
Il primo affresco che incontro è Rissa all’anfiteatro.
Un’opera del 59 d.C., dunque una fedele fotografia della Pompei di duemila anni fa.
Suggerisco di leggere l’esaustiva descrizione (presente al museo e di seguito riportata) mentre si osserva l’affresco.
Stupefacente!
L’affresco proviene dal peristilio di una casa pompeiana insieme a pannelli con scene di combattimenti tra gladiatori.
Esso rappresenta un episodio realmente accaduto a Pompei nel 59 d.C. e narrato persino da Tacito (Annales, XIV, 17).
Secondo il racconto dello storico in quell’anno l’anfiteatro di Pompei fu sede di una sanguinosa rissa scoppiata per futili motivi tra gli spettatori pompeiani e quelli Nocerini durante un ludus gladiatorio offerto da Livineius Regulus.
Gli scontri provocarono feriti e vittime, specie tra gli ospiti, tali da costringere il Senato a sospendere per dieci anni le manifestazioni, a sciogliere le associazioni illecite costituite nella città e a esiliare l’organizzatore dell’ultimo spettacolo insieme ai provocatori.
La scena, resa a volo d’uccello, raffigura il momento cruciale dell’evento e permette di riconoscere l’anfiteatro, con il velarium e le scale esterne, i giochi gladiatori al interno, le mura cittadine con le torri, la palestra con la piscina e il grande piazzale ombreggiato da alberi sotto i quali sostano figure femminili e si muovono venditori ambulanti.
Le iscrizioni elettorali riferite al D. Lucretius Valens e a Satrius Valens, editori di spettacoli all’epoca di Nerone, consentono di datare gli avvenimenti.
Questo tipo di pittura, caratterizzato da una tavolozza sobria ed una tecnica veloce, poco attenta alla prospettiva ma di grande efficacia comunicativa, rappresenta un esempio unico di un genere di pittura ispirata a episodi di vita reale, che trova confronti nelle “pitture trionfali” di età repubblicana descritte dalle fonti storiche, e in seguito nelle colonne coclidi di Roma.

Terentius Neo e la moglie (55-79 d.C.)
Riporto la didascalia presente al MANN.
Ritratto del fornaio Terentius Neo e della moglie in atteggiamento da intellettuali, forse l’unico vero ritratto scoperto nelle città vesuviane.
(Pompei, Casa di Terentius Neo, VII 2, 6 tablino g. 55-79 d.C.)
Per capire perché è importante l’affresco Terentius Neo e la moglie, chiedo all’immancabile perplexity.ai:
- l’uomo è identificato come il panettiere Terentius Neo grazie a un graffito trovato nella casa
- indossa la toga e tiene in mano un rotolo di papiro (rotulus), a indicare cittadinanza romana, status sociale e partecipazione alla vita pubblica o culturale
- l’immagine rappresenta non l’élite senatoria, ma la borghesia pompeiana (un panettiere agiato e la moglie), offrendo uno sguardo raro sulla vita e sulle ambizioni dei ceti medi dell’Impero
- i simboli che tengono in mano (rotolo di papiro per lui, tavoletta cerata e stilo per lei) celebrano la alfabetizzazione come segno di status; in un mondo dove saper leggere e scrivere non era affatto scontato, soprattutto per le donne, è una dichiarazione forte di prestigio sociale
- la moglie è in primo piano, alla stessa altezza del marito: l’immagine insiste sulla parità e dignità della donna all’interno della coppia, cosa piuttosto insolita nell’iconografia romana e per questo molto discussa dagli studiosi di storia di genere
- il realismo dei tratti (denti in vista, sguardi un po’ tesi, piccole imperfezioni) rende il ritratto eccezionalmente “vivo” e vicino alla ritrattistica scultorea, diventando un documento chiave per capire il gusto romano per la rappresentazione individuale
- é uno dei ritratti più celebri salvati dall’eruzione del 79 d.C. ed é una fonte fondamentale per ricostruire la storia sociale e culturale di Pompei e il ruolo delle immagini nelle case private.

Bacco e il Vesuvio (68-79 d.C.)
Tra i tanti affreschi al MANN, Bacco e il Vesuvio cattura la mia attenzione.
Quella montagna è sospetta (riporto la descrizione presente al museo).
Il dio Bacco rivestito da un grappolo d’uva versa da bere alla pantera, dinanzi ad una montagna conica, coperta da vigneti, erroneamente identificata con il Vesuvio, quale appariva prima dell’eruzione del 79 d.C.
Pompei, Casa del Centenario, IX 8, 3-6, atrio secondario 49.
68-79 d.C.
Ecco la spiegazione dell’AI:
L’affresco “Bacco e il Vesuvio” è importante perché è interpretato come la prima immagine del Vesuvio (anche se non da tutti gli studiosi) ed è una testimonianza preziosa del paesaggio, della religiosità domestica e dell’economia vinicola dell’area vesuviana alla vigilia dell’eruzione del 79 d.C.
L’affresco risulta storicamente importante perché:
- Il monte alle spalle di Bacco è interpretato come la più antica immagine del Vesuvio, raffigurato con una sola cima ricoperta di vigneti; questo dettaglio alimenta il dibattito su come apparisse il vulcano prima del 79 d.C. (anche se alcuni studiosi sono cauti nel prenderlo come “foto” fedele)
- il dio Bacco è reso come un grande grappolo d’uva che versa vino alla pantera, con il serpente-Agathodaimon in basso: l’insieme celebra la fertilità dei suoli vulcanici e la centralità della viticoltura pompeiana, documentata anche dalle fonti antiche
- essendo un’immagine collocata nel larario, mostra come in una casa privata si intrecciassero culto domestico, identità locale (Vesuvio, vigneti) e propaganda economica della famiglia, che probabilmente traeva reddito dalla produzione di vino
- l’accostamento stretto tra Bacco e il vulcano trasforma il Vesuvio in montagna sacra del vino, quasi un’emanazione del dio: è un forte messaggio di orgoglio territoriale per una città che viveva della ricchezza dei campi vesuviani
- l’affresco è diventato un’icona negli studi su Pompei perché permette di ricostruire, meglio di molte altre fonti, il rapporto psicologico e religioso degli abitanti con il Vesuvio prima che fosse ricordato soprattutto come vulcano distruttore

Al MANN con le idee chiare (a ingresso gratuito)
Gli affreschi al MANN da fotografare e approfondire sono davvero innumerevoli.
Ma nel museo napoletano sono presenti anche tante altre sezioni, come l’affascinante area dedicata alla civiltà egiziana (descritta nel post Sezione egizia del MANN: alla ricerca della mummia).
Sfrutterò le future prime domeniche del mese a ingresso gratuito per delle nuove visite.
Andrò preparato, con le idee chiare su cosa vedere.
Visite puntuali, precise, chirurgiche.
Altrimenti, vista l’ampia scelta, si rischia di girare a vuoto tra le tante sale senza approfondire nulla.
Forza, basta organizzarsi, la prima domenica del mese al MANN ti aspetta per un viaggio nel tempo gratuito 🙂









