Sede di Napoli di Zenita Group: stato d’animo
1 Luglio 2026Sede di Napoli di Zenita Group: tra rabbia e senso di ingiustizia
Alcuni giorni prevale la rabbia, più spesso il senso di ingiustizia.
Perché l’inspiegabile chiusura della sede di Napoli di Zenita Group (con conseguente trasferimento dei centoventi dipendenti tra Salerno e Roma) è una decisione impossibile da accettare.
Il senso di ingiustizia è forte.
Il piano industriale proposto dall’azienda é un missile in volo contro la sede di Napoli.
Questione di tempo, prima o poi arriverà a destinazione.
E distruggerà la vita di centoventi persone.
Mentre il missile viaggia spedito verso Napoli, noi dipendenti ingiustamente condannati, continuiamo a lavorare.
Con l’occhio destro puntato nel monitor per seguire le linee di codice, con l’occhio sinistro a scrutare la mailbox in attesa di una comunicazione.
Così procediamo in questo stato d’umore ballerino tra la speranza di bloccare il processo di autodistruzione innescato dall’azienda e lo scoramento per una decisione subìta e (ripeto per l’ennesima volta il termine) ingiusta.
Lavoriamo nonostante tutto.
Per il rispetto verso i partner.
E per confermare quella professionalità troppo facilmente dimenticata ma sempre apprezzata dai nostri clienti
Eppure siamo consci: tutto cambia con un clic.
Tra una email del sindacato e un messaggio di HR, ogni notifica può aiutarci a guadagnare tempo o risultare fatale.
Dunque, in questo torrido mese di giugno, la sopravvivenza della sede di Napoli di Zenita Group è incerta.
E forse quel potente senso di ingiustizia che ci attanaglia, ci aiuterà a trovare le nuove energie per abbattere quel maledetto missile in volo verso Napoli.










