Crisi Zenita Group Napoli: la strategia della zanzara notturna
7 Luglio 2026Crisi Zenita Group Napoli: come la zanzara di notte
Quel sinistro ronzio – continuo, incessante – è il sintomo dell’attacco imminente.
La zanzara, in piena notte, è sopra la mia testa pronta a lanciarsi in un punto imprecisato del corpo.
Mi sveglio, apro prima l’occhio sinistro poi il destro.
Nel buio, immobile nel letto e con la testa ferma sul cuscino, sventolo la mano con l’illusione di cacciare il predatore e bloccare l’offensiva.
E, in piena notte, mentre lotto per non essere colpito, penso alla crisi di Zenita Group Napoli.
Perché dopo la presentazione del piano industriale (con la proposta di chiusura della sede di Napoli e il trasferimento dei dipendenti tra Salerno e Roma) e la conseguente reazione dei lavoratori, siamo in una fase di surreale attesa.
La quiete prima della tempesta?

L’estate, la stagione delle crisi aziendali (e delle zanzare)
Temo che nel “manuale del buon manager” sia presente il capitolo “Scatenare la crisi aziendale in estate”.
A rileggere la storia di HP Pozzuoli del 2015, infatti, le sofferte tappe affrontate undici anni fa oggi risultano chiare:
- annuncio della chiusura di HP Pozzuoli a fine giugno 2015
- scioperi e proteste dei lavoratori tra luglio e settembre
- cessione del ramo d’azienda conclusa a ottobre
- passaggio in MaticMind tra dicembre e gennaio 2016 (MaticMind oggi Zenita Group)
L’iter sembra identico a quello che stiamo affrontando in questa bollente stagione 2026, cambia l’anno e il nome dell’azienda.
La crisi parte sempre a fine giugno quando i dipendenti sono prossimi alle ferie.
E compaiono le prime zanzare.

Non è una partita a scacchi
L’azienda fa la sua mossa.
Noi dipendenti rispondiamo.
Eppure mi rifiuto di pensare alla crisi Zenita Group Napoli come ad una partita a scacchi, con i due contendenti uno di fronte all’altro pronti a sconfiggere l’avversario.
In una partita a scacchi i due giocatori sono antagonisti.
I dipendenti e l’azienda, invece, giocano nella stessa squadra.
I due contendenti devono ragionare insieme, essere dalla stessa parte del tavolo contro il mondo esterno (regressione economica, inflazione, crisi dello stretto di Hormuz, globalizzazione … la lista degli avversari è infinita).
Così, mentre ragiono tra sonno e veglia sulla crisi di Zenita Group Napoli e sui possibili sconvolgimenti delle nostre vite, i primi raggi di sole bucano la finestra e entrano in camera.
È l’ora di alzarsi.
Della zanzara, nessuna traccia.
Quell’irritante ronzio è sparito.
“Eh eh ti ho fregato” sorrido, soddisfatto per aver evitato l’ennesima puntura.
E mentre mi alzo dal letto e mi incammino verso la cucina per il primo caffè della giornata, un fastidioso prurito avanza sul braccio destro.








