Zenita Group: dividi et trasferisci (e primo sciopero della sede di Napoli)
23 Giugno 2026Zenita Group, i motivi del primo sciopero
Subire un primo sciopero a meno di un anno dalla nascita è una macchia che rovina l’immagine immacolata di Zenita Group, la società per la quale lavoro (insieme ad altri centoventi colleghi).
Eppure, nessun lavoratore vorrebbe mai giungere a tale estremo gesto.
Perché scioperare significa autoflagellarsi.
Rinunciamo ai soldi in busta paga, colpiamo la nostra stessa azienda (e i suoi/nostri clienti), miniamo il rapporto di fiducia dipendente/azienda.
In pratica, puniamo noi stessi.
Eppure, scioperare è l’unica arma disponibile per noi lavoratori per opporci.
Un’arma dolorosa, una scelta sofferta eppure necessaria.
Per comunicare a Zenita Group l’inizio della lotta.
E evitare la chiusura della sede di Napoli (la nostra sede degli ultimi undici anni) e bloccare il trasferimento dei centoventi dipendenti nei siti di Roma e Salerno.

Il primo (doloroso) sciopero nell’era Zenita Group
Da quel sofferto passaggio da HP a MaticMind sono trascorsi undici anni.
Un periodo post multinazionale americana che ci ha portato, nell’ultimo periodo, in Zenita Group.
Undici anni tutto sommato sereni, privi di scossoni occupazionali, con attività regolari e i soliti picchi tipici del settore informatico.
Dunque, oggi – dopo undici anni – registriamo il primo sciopero nell’era Zenita Group.
Un blocco simbolico di due ore ad appena otto mesi dalla nascita del gruppo (ottobre 2025).
Credo di poter affermare che a nessuno dei miei colleghi piaccia tale azione.
Avremmo tutti preferito lavorare con la professionalità e competenza che ci contraddistinguono, tra algoritmi, software e bug da correggere.
Siamo informatici non organizzatori di manifestazioni.
Creare un disservizio è contro la nostra etica professionale.
Ma lo sciopero di oggi è una difesa contro quell’inspiegabile dividi et trasferisci imposto da Zenita Group, un’ascia che taglia in due proprio noi di Napoli.
Noi vogliamo solo tutelare le nostre vite.
E difendere il nostro lavoro.










Saggezza, compostezza e chiarezza. Informatico quanto vuoi, ma come ho già avuto occasione di dirti, sei innanzitutto un eccellente comunicatore e questi capibastone del business non ti meritano.
Grazie Angelo, sempre gentile e il tuo commento mi gratifica.
Temo che sarai costretto a leggere altri articoli su questo spinoso argomento, tra l’altro affrontato insieme già undici anni fa 🙁