Frenesia natalizia

Frenesia natalizia

22 Dicembre 2025 0 Di mariomonfrecola

La frenesia natalizia: e se decelerassimo?

Decelerare, ecco la parola chiave del Natale.
Invece, appena cala il sole dell’estate e arriva il primo (debole) freddo di metà ottobre, nelle vetrine dei negozi sbucano improvvise le palline rosse, i festoni, le canzoni di Natale.

Nemmeno il tempo di conservare il costume da mare e la società dei consumi già ti impone di pensare al regalo da mettere sotto l’albero.
E così, già in autunno, nasce il vortice.
Con una formula matematica che ne descrive il comportamento: meno giorni ci separano dal fatidico 25 dicembre e più il ciclone si ingrandisce, invade, travolge.

Gli spot diventano insistenti, i colori più accesi, il volume della musica assordante, le corse forsennate nei centri commerciali, il traffico e gli ingorghi, tutti alla ricerca del risparmio e del regalo perfetto.

E, di fronte a cotanta follia, ogni anno mi pongo lo stesso quesito: tutto questo caos che c’azzecca col Natale?

 

Contro la frenesia natalizia

 

Se invece di nascere, il 25 dicembre Gesù scendesse in Terra

Il povero Gesù, se il 25 dicembre arrivasse sul nostro pianeta (ad esempio, in una citta italiana), resterebbe sconvolto.
Si guarderebbe intorno senza comprendere la frenesia generale.
Dagli adulti agli anziani per poi ricadere – per tradizione – sui bambini che associano il Natale al ricevere i (troppi) regali.

E sì, perché la questione gira e rigira cade sempre su quel benedetto, maledetto, regalo.
Cioè su un oggetto.
Che sia di valore oppure un semplice dono di pochi euro, trattasi pur sempre di un oggetto.

Dunque, se il nostro moderno Gesù comparisse all’ingresso di un centro commerciale e (per miracolo) riuscisse a fermare un giovane per porre la fatidica domanda: “perché corri? Dove vai il 23 dicembre?”, quale risposta riceverebbe il Messia?
Nemmeno a lui che si é sacrificato per salvare il mondo verrebbe risparmiata la triste risposta “a comprare un pensierino”.

 

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Contro la frenesia natalizia

Per non essere travolti da questa frenesia generale, io decelero.
Rallento.
Mi regalo il tempo di una passeggiata.
Visito un luogo (come la stupefacente tomba del Cerbero a Giugliano).
Fotografo un panorama.
Mi alleno nel verde del bosco di Capodimonte.
Leggo un libro.

Natale non è regalare un oggetto bensì è regalare (o godersi) il proprio tempo.
Natale non é inviare messaggi di auguri stereotipati a tutti i contatti delle rubrica ma é telefonare, parlare, incontrarsi, vedere un amico, perdonare.
Natale non é abbuffarsi ma “mangiare insieme” significa riunire la famiglia, rivedere parenti, condividere le giornate.

Se decelero io, se deceleri tu, se deceleriamo tutti il vortice rientra, la frenesia (generale) si placa.
Magari torniamo a respirare un clima più sereno, meno stressante, più pacato.
Riusiamo gli oggetti, ricicliamo, rispettiamo l’ambiente, rispettiamo gli esseri viventi, rispettiamoci tutti.

E forse, non sarebbe proprio questo il vero significato del Natale?




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