Il mio compleanno: quattro chiacchiere con Forrest Gump
26 Novembre 2025Il mio compleanno con Forrest Gump
«Forrest, festeggio il mio compleanno con te» sussurro.
Siamo seduti sulla panchina, Forrest attende l’autobus che lo porterà da Jenny.
Lui mi guarda con la solita aria ingenua, non sembra stupito.
Ne ha passate troppe per meravigliarsi di essere finito in un post di una persona dall’altro capo del mondo, in un’epoca non sua, senza Jenny, Bubba e il tenente Dan.
«Grazie Mario per avermi scelto, non penso di meritare tanto, non sono una persona così speciale» risponde con il suo celebre candore.
«Oggi la mia famiglia, i parenti, gli amici e magari persone che non vedo da tempo mi invieranno un messaggio di auguri, altri mi telefoneranno. Dirò loro di aver trascorso il compleanno con te. Magari non mi crederanno, permetti una foto per immortalare il momento?» ribadisco convinto.

La vita è davvero come una scatola di cioccolatini?
«Forrest, nel novembre del 1970 – quando sono nato – tu avevi circa trent’anni. In quegli anni affrontavi diversi eventi storici degli Stati Uniti, compreso il periodo della guerra in Vietnam, il ritorno a casa, il movimento hippie e le manifestazioni per la pace. Ebbene, dopo tutte queste disavventure, alla fine l’hai capito se la vita é davvero come una scatola di cioccolatini?» gli chiedo tutto d’un fiato.
«Mario, avresti mai immaginato di imparare a suonare il pianoforte da adulto? Oppure, di diventare un runner e correre per 10 km? Potrei continuare ma bastano questi due semplici esempi per dimostrare l’imprevedibilità delle nostre esistenze. E poi, hai dimenticato la parte finale: “La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita“. Ecco, mamma aveva proprio ragione. Ogni giorno tutto può cambiare, ogni giorno possiamo realizzare quel sogno che rinviamo sempre. E questo è tutto quello che ho da dire a riguardo» risponde mentre con lo sguardo osserva un punto indefinito.
«A proposito, mamma, diceva sempre che i miracoli accadono tutti i giorni, ricordalo Mario, non solo il giorno del tuo compleanno».
La vita, una somma infinita di combinazioni (quasi) impossibili
Medito su quest’ultima affermazione della mamma di Forrest Gump: in effetti, potevo anche non nascere.
E se mia mamma avesse preso il bus invece di continuare a piedi e conoscere poi mio padre?
E se mio padre fosse partito per cercare lavoro altrove?
E se avessero litigato e il fidanzamento non fosse convogliato a nozze?
Se anche un solo dettaglio delle loro vite fosse stato diverso, non sarei mai venuto al mondo.
Perciò, quel fatidico giorno di novembre di tanti anni fa – quando sono spuntato per la prima volta sul pianeta Terra – é il frutto di mille eventi statistici quasi impossibili che, messi uno di seguito all’altro, generano il miracolo della Vita.

Perché Forrest Gump correva?
«Forrest, proprio come te, un giorno ho iniziato a correre. La corsa regala una notevole sensazione di libertà, mi alleno, mi sento bene, al momento procedo, miglioro. Quando sarò stanchino, mi fermerò» ribadisco.
«Bene Mario, corri senza chiederti per forza perché corri. La mia corsa senza meta nascondeva questo messaggio: nella vita non bisogna cercare uno scopo preciso ma si può semplicemente fare le cose perché ci va di farle. Magari un giorno vorrai dipingere per il gusto di dipingere, asseconda sempre la tua natura e vivrai felice, col giusto equilibrio» ribatte Forrest.
«Ora devo andare» aggiunge all’improvviso.
I miracoli accadono tutti i giorni
Da dietro l’angolo, in fondo alla strada, sbuca l’autobus.
«Mario, devo andare, Jenny mi aspetta. Grazie per aver festeggiato il tuo compleanno con me. Prendi i cioccolatini come regalo per questo giorno speciale» mi porge la scatola con un sorriso sincero mentre si alza dalla panchina.
Rifiuto con delicatezza, come potrei mai accettare?
«Grazie Forrest ma i cioccolatini sono per Jenny, se li merita. E poi, detto tra noi, preferisco la cioccolata fondente».
Vedo andar via l’autobus in lontananza.
Sorrido pensando alla gentilezza di Forrest, il mondo avrebbe bisogno di cento, mille, milioni di Forrest Gump.
In questo giorno straordinario, a chi mi contatterà per gli auguri avrò molto da raccontare.
Su Forrest Gump, sui cioccolatini, sulla corsa, lo studio del pianoforte, sulla voglia di esplorare nuovi orizzonti e nell’assecondare la propria natura.
Ma, soprattutto, ricorderò a tutti la probabilità infinitesimale di quell’insieme di eventi statistici consecutivi concatenatesi affinché oggi io sia qui a scrivere.
Un evento dato per scontato e che, invece – come ricorda la mamma di Forrest Gump – ha del miracoloso.









