«L’alba dei leoni»: l’inizio della (coinvolgente) saga dei Florio
6 Agosto 2026«L’alba dei leoni» di Stefania Auci: il prequel della saga dei Florio
L’attesa non resta delusa: L’alba dei leoni di Stefania Auci conferma e – se possibile – supera le aspettative (alte) dei precedenti due romanzi della stessa autrice sulla saga dei Florio.
Siamo a fine 1700 a Bagnara, piccolo centro sulla punta della Calabria, da questo angolo dimenticato d’Italia parte il capitolo zero della storia di questa potente dinastia nata dal sudore e dalla fatica.
In questo prequel – uscito dopo gli altri due libri – la scrittrice illustra bene come (e dove) nasca la determinazione che caratterizza gli uomini dei Florio.
Una forza forgiata nel tempo nella fucina di Vincenzo Florio, il capostipite.
Uomo duro, ermetico, incapace di mostrare l’amore verso i figli, dedito al lavoro per costruire e conservare il buon nome della famiglia, l’onore prima di tutto, costi quel che costi.
E poi, Rosa Florio.
Moglie di Vincenzo ma soprattutto madre protettiva, amorevole, lavoratrice instancabile.
Rosa è il personaggio-fulcro intorno al quale ruota l’intera saga.
Questo aspetto è particolarmente importante perché l’autrice dedica un ampio spazio al ruolo della donna nella società del sud Italia di fine settecento.
Una posizione marginale, la donna trattata da oggetto di scambio.
In realtà, è il vero motore della società – nonostante sia confinata ad una vita da reclusa tra le mura domestiche.

Il drammatico ruolo della donna nella società italiana di fine Settecento
L’alba dei leoni trasporta il lettore in un lungo, coinvolgente, emozionante viaggio.
Nell’opera sussistono tutti gli elementi epici: l’amore, il sacrificio, il dramma, la violenza della natura, la crudeltà dell’animo umano, l’ingiustizia.
Ma anche lo scorrere delle grandi vicende storiche e l’impatto sulle persone comuni.
E, ovviamente, la morte, la nascita, la Vita.
Eppure, di questo profondo romanzo, colpisce la delicatezza dell’autrice nell’evidenziare il ruolo invisibile della donna nella società maschilista di fine settecento.
Un quadro spietato dove vige il matrimonio combinato: alla figlia maggiore é imposto il marito.
Lui sceglie, lei accetta.
I padri dei futuri sposi si accordano su dote, denari, case.
Per la figlia/moglie gli uomini stipulano un vero contratto di passaggio padrone: dal padre al marito.
Alla futura sposa non è permesso accettare o rifiutare, obbedire è una regola scolpita nella pietra.
Dunque, per la donna il matrimonio diviene un obbligo da contemplare, da subire.
Col tempo sboccerà l’affetto e, nei casi fortunati, il marito si rivelerà una persona gentile.
Forse anche da amare.
Oppure un carnefice.
Comunque sia, la donna é strumento per partorire la prole (meglio se nascono maschi), accudire la casa.
Eppure, nella famiglia Florio le donne ricoprono un ruolo fondamentale.
Risulterà chiaro nei successivi due romanzi.
PS: sono trascorsi diversi giorni dalla fine lettura de L’alba dei leoni.
Non posso ancora voltare pagina, non sono pronto a lasciare Vincenzo, Rosa, Paolo, Domenico, Francesco …
Mi mancherete Florio.
La saga completa della famiglia Florio: la trilogia
Per chi volesse tuffarsi nella saga della famiglia Florio, ecco i tre romanzi con anno di uscita e recensione:
- L’alba dei leoni: il prequel, anno di uscita 2026
- I Leoni di Sicilia, il primo romanzo (2019)
- L’inverno dei Leoni, secondo e ultimo romanzo (2021)
Buona lettura 🙂









