Bike to Work: i miei 5000 km nel nulla istituzionale

Bike to Work: i miei 5000 km nel nulla istituzionale

13 Maggio 2026 0 Di mariomonfrecola

Bike to Work: con la e-bike al lavoro (nonostante tutto)

Sono trascorsi altri mille chilometri di pedalate in città e nulla è cambiato.
Nel post celebrativo del precedente record personale 4000 km in ebike: con zero piste ciclabili, l’esperienza insegna (tre utili consigli) riflettevo sull’assenza totale di piste ciclabili a Napoli e condividevo tre utili consigli per i coraggiosi ciclisti urbani su come sopravvivere nella giungla metropolitana.

Ebbene, dopo due anni da quelle amare riflessioni, confermo: la politica locale ignora il significato di mobilità sostenibile.
Il Sindaco, l’Assessore all’Ambiente, l’intero Comune di Napoli ha depennato dall’agenda le politiche di mobilità alternativa.

Così, il bike to work (come il bike to school o l’utilizzo della bici per muoversi in città) è demandato ad un’iniziativa individuale, non incentivata da nessuna politica istituzionale.
Chi utilizza l’e-bike (o la bicicletta muscolare) per il tratto casa-lavoro / lavoro-casa lo fa a rischio e pericolo personale.

Un’assunzione di responsabilità necessaria in una città dove la cultura della bici è praticamente assente.
Con le istituzioni che non promuovono nessuna forma di “trasporto dolce” anche solo per contrastare l’uso dell’auto privata.
Basti pensare all’assurdo regolamento della linea1, la metropolitana di Napoli.

 

Bike to Work: i miei primi 5000 km (nel nulla istituzionale)

 

L’assurdo caso della metropolitana Linea1 di Napoli

Leggo e rileggo il punto16 del Regolamento Metro e Funicolari dell’ANM Napoli.
Nel momento in cui scrivo (maggio 2026) cita:

16) TRASPORTO BICICLETTE E MONOPATTINI

In metrò e sugli impianti funicolari è consentito il trasporto gratuito di biciclette e monopattini con le limitazioni e le prescrizioni di seguito indicate: su Linea 6 e Funicolari l’accesso è gratuito ed è consentito tutti i giorni. Sulla linea 1 metropolitana con le seguenti limitazioni orarie: dalle ore 6.00 alle ore 7.00 del mattino e dalle ore 20.00 fino a fine servizio nei giorni feriali dal Lunedì al Venerdì. Sabato e festivi l’ingresso della bici o del monopattino è consentito durante l’intera fascia di apertura giornaliera.

Mi chiedo se sia normale accettare tale regola.
E’ un chiaro disincentivo al bike to work: chi utilizza la bici per andare al lavoro (o a scuola) potrebbe usare la metropolitana come mezzo di interscambio.
E’ una prassi logica, ovvia nella totalità delle altre metropoli italiane (non azzardo un confronto con le capitali europee per non sfociare nel ridicolo).

Secondo i manager dell’ANM, invece, io ciclista urbano durante la giornata non posso portare la bici in metropolitana.

Ecco il punto: lo Stato invece di premiare chi sceglie la mobilità sostenibile si oppone con regole folli.

 

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Bike to work: il futuro è la bici

Continuerò a pedalare per Napoli.
Nonostante l’assenza totale di piste ciclabili e cultura della bici.

Continuerò a pedalare in città.
Nonostante lo Stato (locale) mi ostacoli e non incentivi il cittadino, non premi il ciclista urbano.

Perché il futuro dello spostamento in città è la bici.
Prima salirete in sella, meglio sarà per tutti.