Jingle Bells al pianoforte, la mia prima rivoluzione con gli arpeggi [AUDIO+SPARTITO]

Jingle Bells al pianoforte, la mia prima rivoluzione con gli arpeggi [AUDIO+SPARTITO]

20 Dicembre 2023 0 Di mariomonfrecola

Jingle Bells al pianoforte: la gioia degli arpeggi

Jingle Bells é il primo brano nel quale utilizzo gli arpeggi.
Per il sottoscritto, è una piccola grande gioiosa rivoluzione.
Fino a ieri, difatti, accompagnavo il tema suonando gli accordi pigiando contemporaneamente le note della triade.

In alcuni casi, l’effetto sonoro generato dal suono simultaneo delle tre note lo trovo piacevole e coerente con la melodia (ad esempio, nel medley di Malafemmina e Reginella gli accordi sembrano funzionare).
In altri brani, invece, l’esigenza di evolvere il ruolo della mano sinistra é palese.

Così, in modo del tutto naturale, entro in una nuova fase storica dello studio del pianoforte.
Seguito sempre dal paziente maestro, con una serie di esercizi e spartiti specifici, inizio a diteggiare con la mano sinistra in sincronia con la destra.
Le dieci dita cooperano costruendo una sola melodia, l’arpeggio diviene il sottofondo armonioso del brano!

E, se fino a qualche mese fa mi appariva impossibile interpretare con la mano destra il tema e suonare con la mano sinistra gli arpeggi, oggi è una gratificante realtà.

 

Jingle Bells al pianoforte, la mia prima rivoluzione con gli arpeggi

Alcune osservazioni sullo sparito

Da un punto di vista didattico, per il sottoscritto lo spartito di Jingle Bells è molto interessante perché condensa diverse nozioni teoriche affrontate durante le lezioni (vedi durata delle note) e l’arrangiamento proposto incoraggia l’uso dell’arpeggio.

Nella parte dedicata alla chiave di FA sono evidenziate le note fondamentali.
Per iniziare, dopo aver memorizzato la melodia, arricchisco il brano con tali singole note.
Insoddisfatto del risultato, come naturale conseguenza dello studio di questo periodo, mi spingo oltre e provo gli accordi (indicati con la notazione anglosassone e esplicitati dal sottoscritto con delle etichette: C [DO], G {SOL] …).

Inoltre, ogni singola battuta dura quattro movimenti.
Affinché l’accordo copra l’intera battuta, ripeto la nota centrale.
Ad esempio, l’accordo di DO lo traduco in DO – MI – SOL – MI
In particolare, al SOL preferisco applicare il secondo rivolto girandolo in RE – SOL – SI – SOL (ma trattasi di scelte personali).
In questo modo, associo ad ogni nota della melodia (mano destra) la corrispondente nota dell’arpeggio (mano sinistra).

Ora non resta che provare, riprovare e provare ancora.
Finché il risultato ottenuto non ci sembrerà coerente e gradevole all’orecchio.

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L’arpeggio come intro e finale

Per evitare di partire subito con il tema, il maestro suggerisce di creare un’introduzione che ci accompagni all’ingresso del brano.
Analogamente, giunti all’ultima nota, cerchiamo un finale per evitare l’effetto troncamento (spiazzante) che lascia col fiato sospeso chi ascolta.

In modo del tutto empirico, provo con vari accordi, rivolti.
Tentativi ad orecchio per introdurre la prima nota con coerenza e far scivolare via l’ultima con dolcezza.
Dopo diversi esperimenti, giungo alla seguente conclusione:

  • introduzione: arpeggio G – D – G – D
  • finale: arpeggio G-D e poi concludo con l’accordo di SOL (sempre G) con l’ottava a destra (in pratica, suono con la mano sinistra RE – SOL – SI e con la mano destra SOL più la sua ottava)

L’effetto è gradevole: appunto sullo spartito!
(sembra complicato ma è più facile da suonare che spiegare)

Jingle Bells, la mia interpretazione

Jingle Bells, lo spartito (note, accordi, testo)

Per chi volesse cimentarsi, condivido lo spartito di Jingle Bells corredato da note personali (per facilitare la comprensione degli accordi ed esercitarsi con gli arpeggi).
Buon divertimento 🙂

Download “Jingle Bells”

jingle_bells_spartito_accordi_testo.pdf – Scaricato 114 volte – 5,49 MB



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