«Quando le gru volano a sud»: un romanzo (delicato) sul fine vita

«Quando le gru volano a sud»: un romanzo (delicato) sul fine vita

16 Settembre 2026 0 Di mariomonfrecola

«Quando le gru volano a sud»: un romanzo di Lisa Ridzén

Nel romanzo Quando le gru volano a sud Lisa Ridzén, autrice dell’opera, riesce in un’impresa non semplice: affrontare il tema del fine vita con la dovuta delicatezza.
Perché costruire una storia in cui, ad ogni rigo, la malattia e la morte sono tangibili poteva facilmente indurre la scrittrice a scivolare verso il facile dramma.

Invece Lisa Ridzén rende Bo – il quasi novantenne voce narrante dell’opera affetto da demenza senile – un personaggio capace di non trasmettere sofferenza.

Difatti, nonostante a ogni capitolo si percepisca una possibile fine, Bo condivide con il Lettore le sue riflessioni, ricorda pagina dopo pagina l’amore per la moglie.
E, malgrado i buchi di memoria e l’avanzare della demenza, Bo prima di lasciare la vita terrena è determinato a ricostruire con il figlio un giusto rapporto.

A resistere contro l’avanzare della malattia l’aiuterà l’amore per il suo amato cane.

«Quando le gru volano a sud»: un romanzo di Lisa Ridzén (la mia recensione)

Un romanzo da leggere con la giusta lentezza

Quando le gru volano a sud induce una lettura lenta.
La storia si sviluppa nella casa di Bo che, col passare delle settimane, vede restringere il suo mondo al tragitto letto pranzo bagno letto.

I dialoghi sono soprattutto tra Bo, il figlio Hans e le varie assistenti sanitarie che si alternano (evidentemente in Svezia – dove il romanzo è ambientato – l’assistenza domiciliare ai malati è già una realtà consolidata).

Una curiosità: a proposito della Svezia, i nomi degli operatori sanitari (personaggi secondari) possono trarre in inganno perché, a primo impatto, non è chiaro se trattasi di uomini o donne.
Invece la descrizione dei boschi limitrofi alla casa di Bo ci fa intendere la bellezza di una natura oramai lontana dalle nostre metropoli.

Dunque, la trama si evolve con estrema calma.
Ad ogni capitolo, però, si percepisce la possibilità di un evento irreparabile.
Eppure Bo resta aggrappato alla vita, continua a meditare sul passato.
Nei momenti difficili stringe la sciarpa della moglie per attingere al profumo di lei, per aggrapparsi a una felicità oramai lontana.

Ma, soprattutto, Bo combatte contro la chiusura di sentimenti, l’incapacità di parlare al figlio del quale è orgoglioso.
E al quale vorrebbe esprimere tutto il suo amore di padre prima di lasciare questa vita terrena.


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