«Il fuoco che ti porti dentro»: una commedia (tragica) sull’amore e odio per una mamma insopportabile

«Il fuoco che ti porti dentro»: una commedia (tragica) sull’amore e odio per una mamma insopportabile

28 Luglio 2025 0 Di mariomonfrecola

«Il fuoco che ti porti dentro», un romanzo di Antonio Franchini

Non concordo con le tante recensioni positive pubblicate per il romanzo di Antonio Franchini, Il fuoco che ti porti dentro.
Anzi, tanti giudizi entusiasti gonfiano le attese per un’opera che, tutto sommato, potrebbe rimanere nell’ambito privato come un diario segreto scritto da un figlio in cerca dell’approvazione della propria mamma, una confessione da nascondere nel cassetto e rileggere poi, da adulto.

Un’opera autobiografica incentrata sulla figura di Angela, una donna insopportabile, avvelenata dal dolore, incapace di amare, gioire, pronta a scagliarsi contro l’intero mondo.
Figli compresi.

 

“E senza il sacrificio l’amore non è niente”

 

«Il fuoco che ti porti dentro», un romanzo di Antonio Franchini: la mia recensione

Scrittura perfetta ma storia ripetitiva

Il fuoco che ti porti dentro è scritto con uno stile piacevole, ricercato, elegante.
Per il personaggio di Angela, l’autore utilizza spesso il dialetto napoletano (leggermente italianizzato) per far elargire alla donna interminabili teorie su tutti e tutto.

Questa mamma eccentrica è anche tuttologa.
Alle sue critiche non sfugge nessuno: dal vicino di casa al parente lontano, dal Presidente degli Stati Uniti al fruttivendolo di quartiere.
Vive come se, da un momento all’altro, un complotto globale la volesse colpire, sempre sul chi va là contro un nemico invisibile.

E tale visione (avvelenata) della vita, si ripercuote anche sulla famiglia.

 

In tutta quella storia c’era molto da imparare, sugli effetti del dolore dell’anima.

 

Dunque, per il figlio scrittore nasce l’esigenza di raccontare chi fosse Angela.
Chissà, forse per l’autore tale opera equivale a liberarsi di un peso ingombrante che gli schiaccia la coscienza?
Pubblicare tale storia significa affrontare un senso di colpa per non aver costruito un rapporto d’amore con la madre?
Oppure è un’operazione per scagionare quella donna che gli ha reso la vita impossibile?

 

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Perplessità finali

Giunto all’agognato finale, le perplessità restano.

Trattasi di una trama basata essenzialmente sulle spiegazioni di Angela su vita, morte e miracoli del mondo intero (con rare conversazioni, in genere parla solo lei).
In alcuni tratti – soprattutto all’inizio – è anche divertente.
Poi diviene ripetitiva, lamentosa, noiosa.

E allora, non comprendo perché Il fuoco che ti porti dentro diventi un’opera condivisa, quale messaggio Antonio Franchini desideri inviare ai Lettori.

Se fossero considerazioni private, le troverei perfette, un giusto sfogo di un figlio incapace di costruire una relazione affettiva con la propria mamma.

Difatti, non intravedo come da una vicenda così personale emerga un messaggio universale, capace di emozionare il pubblico.
Confermo: impossibile immedesimarsi in una storia così particolare.

 

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