«Domani, domani» di Francesca Giannone: per chi ha amato “La portalettere”
13 Giugno 2025«Domani, domani», un romanzo di Francesca Giannone (2024)
Ogni momento libero diviene un buon momento per immergersi in Domani, domani di Francesca Giannone.
L’autrice dovrebbe essere orgogliosa di tale, sincera affermazione: la voglia di leggere ispirata da un libro, non è forse il miglior complimento che uno scrittore possa ricevere?
Così, appena posso, apro il Kindle e aggiungo un tassello alla storia di Agnese.
Una trama coinvolgente, capace di catturare l’attenzione del lettore, incentrata sulla passione di Agnese e del fratello Lorenzo per il saponificio di famiglia, con la crescita dei due ragazzi ma anche della nostra Italia, dagli anni sessanta a un futuro più recente.
Ma, soprattutto, l’opera della Giannone tocca un tema profondo: le conseguenze – spesso dolorose – delle decisioni poste dalla Vita.
I bivi che, prima o poi, ognuno di noi è costretto ad affrontare, la necessità di scegliere, i sogni da realizzare a ogni costo, i diversi percorsi che poi spaccano una famiglia.

Quando le incomprensioni spaccano una famiglia
L’indissolubile legame fratello/sorella che si dissolve, coperto e cancellato dalla rabbia.
Trovo questo aspetto davvero interessante, perché frequente, comune, attuale.
Quante volte, proprio in famiglia, alziamo un muro invalicabile?
Può accadere per questioni di denaro, di gelosie ma anche di semplice incomunicabilità.
Un giorno, una settimana … la vita scorre, passano i mesi e l’incomprensione evolve in collera.
Il rancore prende il sopravvento, i silenzi alimentano il distacco fino a quando fratello e sorella cresciuti insieme, diventano estranei.
Così Agnese non riconosce più Lorenzo, accecato dall’odio, ossessionato da un solo obiettivo, capace di far terra bruciata pur di esaudire la promessa fatta a se stesso.
Ma a quale prezzo?
Domani, domani è un romanzo, una storia di pura fantasia.
Eppure narra di vicende maledettamente reali, coinvolge, incuriosisce fino all’ultima pagina.
Non utilizzo il verbo emoziona perché l’opera di Francesca Giannone non è una storia strappalacrime, piuttosto stimola riflessioni sul rapporto tra noi e la nostra famiglia.
Direi, profondo.
Il cameo della portalettere
Come in un simpatico cameo, in Domani, domani appare La portalettere, la donna venuta dal Nord che a Lizzanello diventa postina, la protagonista del relativo romanzo della stessa Giannone.
L’autrice ci regala questo breve intreccio di (sue) storie, giusto un richiamo per avvicinare donne di romanzi diversi accumunate dalla medesima passione, donne capaci di innescare una piccola rivoluzione culturale nell’Italia degli anni sessanta.
Idea carina, complimenti.









