«I miei 50 anni?»: intervista (esclusiva) allo specchio

«I miei 50 anni?»: intervista (esclusiva) allo specchio

25 Novembre 2020 0 Di mariomonfrecola

50 anni (e non chiedetemi bilanci)

«Bilanci? Non ho tempo per analizzare il passato, preferisco pensare ad oggi e guardare il domani» Mario taglia corto, la mia prima domanda se l’aspettava.
Dovevo immaginarlo, lui – come il sottoscritto – detesta le ovvietà.
«Vecchio mio, è difficile intervistarti» obietto.
«Hai ragione, preferisco porre domande invece di fornire risposte. In genere, sono io dall’altra parte della penna a torchiare il malcapitato di turno» risponde il festeggiato.

«Ma oggi è uno di quei giorni nei quali non puoi sottrarti: compi 50 anni! Dovresti rilasciare una dichiarazione al tuo pubblico» insisto.

Conosco Mario da quando è nato.
Non necessitiamo di parlare, le nostre teste sono collegate da un invisibile filo rosso (e qualche capello bianco).
Ci intendiamo con uno sguardo (miope, ovvio).
Siamo come due gemelli, anche se – in fin dei conti – siamo la stessa persona.

«Forza, tocca a te!» continuo convinto.


Il mio compleanno: 50 anni fra sogni e desideri musicali

«Uno, dieci, cinquanta: non c’è differenza»

«Sono solo un tramite tra l’informazione (o meglio, i miei pseudo-articoli) e il pubblico. Non degenererò nell’egocentrismo tipico di certi personaggi televisivi o, peggio ancora, della carta stampata. Ai miei Lettori interessa il contenuto non l’autore» intercetto lo sfogo tra i denti del neo cinquantenne.
«Ma smettila con quest’aria da personaggio in bianco e nero! Non ti concedi nemmeno oggi, a 50 anni suonati?» ribatto piccato.

«Perché insisti con questo concetto numerico? Dovresti saperlo meglio del sottoscritto visto che sei un ex Matematico e oggi Informatico: tra i numeri non vige razzismo. Tutti loro appartengono allo stesso insieme, l’unico a essere diverso è lo zero. Gli altri non hanno importanza: uno, quattro, cinquanta, un milione … sono elementi qualsiasi tant’è vero che nel mondo scientifico li denotiamo con una lettera proprio per indicarne la genericità» obietta Mario, il mio alter ego.


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«Il mio futuro è nella musica»

«Guarda che non mi incanti con queste teorie da filosofo ermetico. Se non ti interessa l’età, almeno confidaci un tuo proposito. I tuoi prossimi obiettivi? Diamo un senso a questa intervista, diamine!» replico alterato.

«A 50 anni mi stimola un nuovo interesse: il campo musicale. E’ un settore nel quale sono davvero ignorante. Non sono in grado di leggere il pentagramma e tantomeno maneggiare uno strumento. Vorrei cimentarmi perché mi affascina lo sguardo rapito di chi insegue le note, con il corpo immobile ma con la mente che viaggia lontano» ammette a voce bassa, con riservatezza, un sincero Mario.

Mentre registro il segreto appena confidato, il cinquantenne continua.
«Tra qualche anno vedremo se questo sogno si realizza oppure svanisce nel nulla. Come quei pensieri che la sera, con la testa sul cuscino, prima di abbandonarti, sembrano pensieri magnifici ma che al primo raggio di sole, la mattina successiva, o li hai cancellati oppure se li ricordi, ti sembrano folli o ridicoli» continua tutto d’un fiato Mario.

«Magari, fra qualche anno, rileggerò questa intervista e mi farò una grassa risata! Oppure, per celebrare la confessione, suonerò un pezzo al pianoforte o con una nuova chitarra appena acquistata. Vedremo come andrà a finire, ora non saprei nemmeno dire quale strumento musicale vorrei provare» sentenzia il mio dubbioso me stesso.

Colgo l’attimo di smarrimento del festeggiato per una foto-ricordo (con la mascherina, per immortalare il periodo).
Allo specchio.
Tutto sommato, io e l’immagine riflessa viviamo in simbiosi.

E allora, che dire?
Buttiamoci!
Dopotutto, a cosa si ridurrebbe la nostra esistenza senza sogni e desideri?
A proposito, buon compleanno vecchio mio.
A 50 anni tutto è possibile 🙂




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