Arco Felice, l’antico arco romano ripreso dal drone [VIDEO]

Arco Felice, l’antico arco romano ripreso dal drone [VIDEO]

15 Marzo 2023 0 Di mariomonfrecola

Ad Arco Felice per riprendere (dall’alto) l’antico arco romano del 95 d.C.

Quante volte l’ho visto ed ammirato?
Stavolta mi organizzo: munito del piccolo drone DJI MiniSE, in auto raggiungo Arco Felice, a pochi chilometri da Pozzuoli nel cuore della leggendaria zona flegrea.
Passo e ripasso sotto l’antico arco romano, alla ricerca di un punto dove parcheggiare e allestire la base di volo.
Poco distante dall’imponente monumento, identifico una piccola area a bordo strada, in un vialetto di campagna.
Attendo il momento propizio col traffico meno intenso, devio, parcheggio.

Sono pronto – ed emozionato! – per lanciare la piccola macchina fotografica volante e riprendere questa straordinaria opera di ingegneria realizzata per volontà dell’imperatore romano Tito Flavio Domiziano intorno al 95 d.C.

 

Arco Felice, l'antico arco romano del 95 d.C. ripreso dal drone

Come in un viaggio nel tempo, indietro di duemila anni

Dove oggi viaggiano le nostre auto, duemila anni fa passavano carrozze e uomini a cavallo.
Se riflettiamo, è una osservazione elementare che, però, racchiude un significato profondo (la medesima intrigante sensazione la provai quando ripresi – sempre col drone – il Macellum di Pozzuoli, poco distante).
Sotto l’arco, poi, è presente un tratto dell’antica strada romana, con quegli enormi massi a fungere da “asfalto” (gli automobilisti di passaggio, immagino, non apprezzeranno).
In questo affascinante scenario, lancio il drone.

Due decolli per un’esperienza entusiasmante

Provo un primo volo da un lato del monumento ma lo spazio per le manovre è minimo.
Temo che il drone urti contro un albero.
La mia postazione, inoltre, è troppo in vista: mi sento osservato dai tanti automobilisti, non vivo l’esperienza con la dovuta serenità.
Le riprese non mi soddisfano.
Richiamo il drone, salgo in auto e mi sposto dall’altra parte dell’arco romano.

Stavolta, trovo un parcheggio più discreto.
Secondo decollo, il drone con estrema prudenza raggiunge l’importante monumento.
Nonostante il venticello di marzo, il piccolo aeromobile è stabile.
Giunto nei pressi dell’arco romano, registro e fotografo.

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Il panorama (mozzafiato) visto da drone da 70 metri d’altezza

Dieci metri, poi venti, venticinque, trenta metri d’altezza, il drone supera l’arco (alto venti metri e largo sei), con cautela scruto il panorama che si staglia alle sue spalle.
Con il drone fermo in aria a quaranta metri d’altezza, inizio una manovra di rotazione su se stesso.
Dall’alto intravedo il lago (d’Averno?), il verde lussureggiante della zona flegrea, la costa, il mare, le isole, l’orizzonte.
Panorama magnifico, davvero magnifico.

Le immagini che dall’alto giungono sullo schermo del mio smartphone, mi entusiasmano!
Lancio ancora più su il DJI MiniSe: quaranta metri, cinquanta, sessanta, settanta metri.

E il record del giorno!
Un bip sospetto rompe l’incantesimo riportandomi con i piedi per terra: è il momento di atterrare.
Ho giusto il tempo di lanciare il drone per un altro paio di giri intorno al maestoso arco romano, un passaggio monumentale che attraversa e divide il Monte Grillo.
Un’opera del 1° secolo d.C. per accedere alla città di Cuma, punto nevralgico dell’impero romano per chi giungeva da Pozzuoli e Roma.

La percentuale di batteria disponibile raggiunge la soglia critica.
Il mostriciattolo volante è al limite.
Venti minuti in volo, in un luogo dal fascino immutato nel tempo.

Non mi resta che rientrare, gustarmi le riprese, montare il videoclip.
E condividerlo con tutti Voi.
Buon volo su un pezzetto dell’antico impero romano 🙂

 




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