faCCebook.eu

Sbatti il mostro in homepage!

Tag: tagli

Napoli, se la vigilessa è in borghese …

I bimbi e la maestrina

Stamane resto bloccato in uno dei tanti incroci trafficati di Napoli.
A poche centinaia di metri, c’è il sospirato ingresso per la tangenziale.
Manca poco alla liberazione.

Una gentile signorina vestita con jeans, giubbotto e visiera è ferma al centro strada e combatte contro il fiume di auto che giungono da ogni direzione.

L’osservo con curiosità: alta, snella, con la coda di cavallo che sporge dal cappello, priva di agitazione, in un movimento sincronizzato – se non fosse per il contesto urbano, direi addirittura con eleganza – muove le braccia impartendo precisi ordini agli automobilisti indisciplinati.

Sembra quasi una maestrina delle scuole elementari e noi, fermi in una lunga fila al semaforo, i suoi obbedienti alunni in attesa di un’indicazione.

Con la mano destra impugna una sbiadita paletta della polizia municipale e con la sinistra regge un gruppo di fogli.
E’ una vigilessa.

La vigilessa senza divisa

E in estate?

Senza divisa, casacca o un segno distintivo.
La vigilessa si riconosce esclusivamente per la presenza della paletta d’ordinanza.
E per l’impegno eroico (aggiungo io).

D’accordo, i tagli delle risorse sono la realtà con la quale i Comuni devono combattere ogni giorno.
Però mi chiedo: possibile che non ci siano i soldi nemmeno per la divisa dei vigili urbani?

Attendiamo l’estate, probabilmente osserveremo le vigilesse controllare il traffico in costume.
Per la gioia di noi automobilisti indisciplinati.

Generazione cassa integrati

I cassa integrati sono tra noi

Oggi non occorre disturbare  la teoria dei sei gradi di separazione per conoscere un casso integrato.
Basta guardarsi intorno, telefonare ad un amico, parlare col vicino di casa oppure chiedere in famiglia che fine ha fatto quel cugino di cui non si hanno più notizie.

L’esercito dei lavoratori in cassa integrazione continua a crescere e le cifre sono aberranti: nel 2012 quasi quattro milioni di persone sono state protette da ammortizzatori sociali.
Numeri mostruosi a cui la politica non fornisce le giuste risposte, nessuna contromisura finora si è mostrata efficace e le conseguenze drammatiche sono all’ordine del giorno.

Perché quattro milioni di cassi integrati sono quattro milioni di persone, quattro milioni di famiglie senza più nessuna certezza del domani, quattro milioni di esseri umani a cui è negata una vita serena, quattro milioni di lavoratori traditi dall’azienda nella quale – fino al giorno prima – credevano.

Generazione cassa integrati

I nuovi nati vs i cassa integrati

Dal sito dell’ISTAT leggo: «sono 534.186 i nati nel 2012 …»
Mezzo milioni di bimbi e quattro milioni di cassi integrati, dati impossibile da incrociare per le statistiche ufficiali.

Difatti, a naso, senza nessun ragionamento degno di questo termine, si può azzardare che probabilmente tra quei quattro milioni di ex lavoratori ci sia (almeno) una mamma/un papà di un neonato 2012.

Nessun modello matematico dimostrerà mai questa possibile relazione perché, da un punto di vista analitico, è un’informazione inutile.
Eppure, non sempre i grafici spiegano bene la realtà.

Il postino non suona più (nemmeno una volta)

Il postino è fuggito a Cuba?

La cassetta postale – a differenza della mailbox dove ricevo le e-mail – è malinconicamente vuota.

Da luglio ad oggi (inizi di settembre) ho contato: una bolletta dell’ENEL, tre volantini pubblicitari ed il verbale dell’ultima riunione condominiale.

Poi silenzio assoluto.

Le domande del quartiere

Del caro, vecchio fidato postino non si ricevono notizie da mesi: il quartiere lo attende con ansia, non per recuperare la posta arretrata (mettiamoci una pietra sopra) ma per verificare lo stato di salute dell’uomo.

E’ ancora in Italia?
E’ scappato con le nostre lettere a Cuba?
Ha vinto il superenalotto?
Ha cambiato sesso?
La sua razionalità è stata travolta da una inarrestabile passione nel perfetto stile Jack Nicholson – Jessica Lange?

Oppure – evento tragico – l’ascia dei tagli al personale l’ha colpito?
E’ anche lui un esodato?

Il postino non suona più (nemmeno una volta)

Quante lettere abbandonate nei depositi della Posta?

Spero nulla di tutto ciò: l’ipotesi più plausibile è il prolungamento della vacanza.

Scommettiamo?
Sono certo: il nostro amico postino è ancora in viaggio a godersi la vita su una spiaggia di Maiorca.
L’immagino che ridacchia mentre sorseggia un drink sotto una palma pensando alle tonnellate di lettere che giacciono in un deposito abbandonato delle Poste Italiane e che nessuno recupererà più.

Presto lo vedremo recapitare nuovamente la posta, abbronzato e di buon umore tornerà carico di energia ed il suo rumoroso scooter annuncerà il ritorno.
La salute (del postino) prima di tutto.


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

Translate »