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Arte contemporanea al Centro Direzionale del futuro: il mio articolo su Vivere

Il mio articolo su Vivere di marzo, a pag.3

Quando il direttore di Vivere mi propone un articolo sul Centro Direzionale del futuro, le dita scorrono veloci sulla tastiera (una volta dicevo: “la penna scorre veloce sul foglio” …).
L’immagino così finisce a pag.3 del numero di marzo e sul portale web del mensile.

Per la somma gioia dell’autore.

Arte contemporanea al Centro Direzionale del futuro: l'immagino cosi!

Un museo di arte contemporanea (gratuito)

L’idea di installare delle opere di arte contemporanea tra le varie isole del CDN, è geniale.
Trasformerebbero un ordinario agglomerato di uffici, bar, ristoranti e negozi – oggi vivi dalle otto alle diciannove dei giorni lavorativi – in un luogo colorato da scoprire e visitare.
Anche nei weekend.

Se, una volta tanto, la buona volontà vincesse sulla burocrazia!
Se Istituzioni, società civile, associazioni, interessi della collettività ed interessi politici confluissero tutti nella stessa direzione!

Leggo i tanti articoli dedicati al Centro Direzionale: un museo (gratuito) a cielo aperto, avvierà il Risorgimento di questo quartiere?

Perché no.
Meglio provare o non agire e restare nell’immobilismo?

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Arte contemporanea: un possibile futuro

La cultura, l’arma contro il degrado (morale e non).
Quante volte l’abbiamo scritto?

Dunque, non mi resta che citare l’autore del magistrale articolo L’immagino così che – guarda caso! – la pensa proprio come il sottoscritto 🙂

L’arte contro il degrado, l’arte che genera un indotto economico, l’arte per abbellire un’area che merita ben altro destino, più cura ed investimenti per recuperare i parcheggi abbandonati, far ripartire le scale mobili, ripulire le aiuole.


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Le scale (im)mobili su Vivere, il giornale del CDN

Il fascino della carta stampata?

Dal web al giornale.
Il post Scale mobili al Centro Direzionale: cosa accadrebbe dopo il tocco magico della Fatina? è stampato nero su bianco, a pagina 7 del numero di novembre di Vivere, il mensile di informazione del Centro Direzionale di Napoli.

L’ammetto: toccare un mio articolo, avere tra le mani un pezzo di carta sul quale sono impressi i pensieri tramutati in parole, mi stupisce sempre.

E anche stavolta, leggo e rileggo il pezzo, e sorrido soddisfatto.

Il mio articolo sulle scale (im)mobile del Centro Direzionale di Napoli su Vivere

Un ringraziamento a Vivere

Il giorno dell’uscita del numero di novembre (distribuito gratuitamente nelle edicole, negozi e bar del CDN ), in ufficio ricevo una busta con varie copie del giornale.

Sfoglio ed a pagina 7 trovo l’articolo.

Un pensiero davvero gentile (e gradito).

Ringrazio pubblicamente il Direttore e la Redazione per l’attenzione e la premura.

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Contro ciò che «normale» non è

Immagino i mille volti dei Lettori.

Con il giornale tra le mani, durante un caffè, in metropolitana o nella pausa pranzo, scorrere gli occhi tra le righe del periodico.

La foto delle indecorose scale (im)mobili che ogni giorno loro stessi osservano, magari attraversano indifferenti, assuefatti allo stato di incuria nel quale versano, cattura lo sguardo.

Meditare del perché tale opera sia in uno stato di abbandono, a chi tocca pulirle, perché non sono state protette, riparate e messe in funzione.
Di chi la responsabilità di tale scempio?

Quesiti scontati privi di risposte razionali.

Ecco, questo è il punto: evitare di accettare come «normale» ciò che normale non è.

Pensare che, tale concetto venga condiviso con i tanti lettori di Vivere, mi inorgoglisce.
E se anche uno solo di loro riflette, si scuote e torna a scandalizzarsi difronte il degrado delle scale (im)mobili, il nostro piccolo, grande obiettivo sarà raggiunto.


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Il mio «muro di Poggioreale» su Vivere, il giornale del CDN

Vivere, il mensile del Centro Direzionale

Veder pubblicato un mio articolo su Vivere, il mensile del Centro Direzionale di Napoli mi rende felice.

Dopotutto che c’è di male nel provare gratificazione anche se trattasi di vana gloria?
Si vive pure di soddisfazioni leggere come il foglio di un giornale o sbaglio?

«Il muro di Poggioreale» su Vivere, il mensile del Centro Direzionale di Napoli

«Il muro di Poggioreale» su Vivere, il mensile del Centro Direzionale di Napoli

Il sogno nel cassetto: essere un giornalista!

Un piccolo sogno realizzato, l’ammetto.

Fin da giovane giocavo al giornalista.
Non ero una cima in italiano – la Matematica, il mio amore – ma adoravo i temi ed i racconti.
Nessun particolare talento per la scrittura o spiccata virtù oratoria però mostravo segni ineccepibili di una spiccata fantasia condita da una forte immaginazione.

Da bambino, trascorrevo ore chiuso nella mia stanzetta a creare mondi paralleli, battaglie epiche tra l’esercito del Bene contro le forze oscure del Male (puntualmente sconfitte).

Passano le stagioni, si estinguono i punk e prolificano i tatuaggi, intorno a me il mondo cambia radicalmente ma una costante resiste nel tempo: l’amore per la lettura.

libri di oggi sono i soldatini di ieri.

Il muro di Poggioreale

Rifletto: il post Il muro di Poggioreale per giungere sulle pagine (la sette, d’accordo) di un magazine deve necessariamente superare la lettura del caporedattore, di un qualsiasi giornalista (o apprendista), non presenta orrori ortografici e – gratificazione massima! – non stona con gli altri articoli presenti sul mensile.

Tanto basta al sottoscritto.

Ringrazio il mio amico Amodio chi mi ha spronato a proporre l’articolo, il Direttore Brandi per l’opportunità ed i «colleghi» della Redazione di Vivere per aver accettato l’intruso (vabbè, mi sono allargato, chiedo venia 🙂 ).

W l’esercito del Bene.


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Sono finito sul giornale (anzi, su CADZINE)

CADZINE, la nuvola fu galeotta

La magia dell’infinito non sfugge all’occhio attento di Salvio Giglio, il vecchio caporedattore di CADZINE, la rivista di tecno-curiosi che parte da AutoCad per affrontare svariati argomenti (dal modellismo 3D al cinema, dalla musica all’hardware, dall’arte al software).

Matematica & dintorni

Il volpone – sempre alla ricerca di nuovi contenuti per la sua celeberrima web-creatura – promuove sul campo il sottoscritto assumendolo (a tempo determinato, visto i tempi difficili) come autore della rubrica «Matematica & dintorni».

Mi ritrovo, dall’oggi al domani, tra le star dell’editoria senza meritarlo.

Matematico per studio ma informatico di professione, non mi resta che ringraziare: il compito è arduo ma scrivere per un magazine così prestigioso è uno vezzo al quale non rinuncio (anche se in redazione mi immaginano più come un nero di Harlem che un devoto discendente di Renato Caccioppoli).

CADZINE, lo scherzo della redazione

Il grande Amore

La Matematica fu il primo Amore che, subito dopo la laurea, mi lasciò.
Per necessità e per passione l’ho sostituita subito con un’amante dal carattere opposto: la prima precisa, certa e analitica; la seconda empirica, elastica, priva di certezze e mai uguale al giorno precedente.

E’ andata bene: con l’informatica convivo tutt’oggi.

Conto quasi vent’anni di battiture folli sulla tastiera, alla ricerca di bug nascosti tra le righe di codice, kilometri di byte percorsi lungo le autostrade digitali.

Dopotutto, se sono qui a scrivere questo post, posso affermare che la relazione è ancora viva ed appassionante.

CADZINE, il magazine della community G+

Non mi resta che invitare tutto voi, amiche ed amici Lettori, all’edicola di CADZINE.
Prendete pure il numero di maggio (è gratis), sfogliate i post e fermatevi a pagina 45 🙂

Seguono i link utili:

Sfoglia la rivista, Maggio 2015
Visita la community G+ AutoCAD, Rhino e SketchUp designer

Il nuovo faCCebook: l’editoriale

Il nuovo faCCebook

La nuova veste grafica di faCCebook è pulita, semplice e raggiunge il più ovvio (ma difficile) degli obiettivi web: rendere la lettura del post un’esperienza piacevole e priva di sforzi visivi.

Il test sulla bontà del cambiamento l’esegue innanzitutto il sottoscritto, il primo fan (molto critico) del nostro amato sito di «mostri».

Quando accedo al blog pretendo la massima chiarezza, una pagina ospitale che inviti a giungere a fine post con lo stesso piacere di un sorso d’acqua fresca in una giornata d’estate.

La statistica insegna

I dati statistici dell’ultimo anno sulle abitudini dei Lettori smontano la mia presunzione: avevo creato un «giornale di mostri», un magazine con molteplici pagine … mai viste.

In realtà, al navigatore interessa il post del giorno e tre utenti su quattro, a fine lettura, abbandonano il sito senza visitare le altre sezioni.

Ed è giusto così.

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Snello, veloce, chiaro

Dunque, preso atto dei click, ho rivisitato l’intera navigazione eliminando tutte le pagine morte.

Il nuovo faCCebook mi piace molto – snello, veloce, un volantino leggero che punta dritto alla sua missione: accogliere voi amici Lettori nel modo più semplice e piacevole possibile.

L’header soddisfa il desiderio di pubblicare le mie foto scattate on the road.
Inizio con un’immagine del mare, simbolo di continuo rinnovamento.

Bene, sono contento del lavoro svolto e mi auguro che siate entusiasti come lo sono io.

Buona lettura.
Mario Monfrecola, il webmonster.

Il nuovo faCCebook, l'header


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