«L’anniversario», di Andrea Bajani: un romanzo non romanzo
7 Maggio 2026«L’anniversario», di Andrea Bajani: vincitore Premio Strega 2025
Un romanzo privo di conversazioni, un’unica, continua riflessione sul rapporto tra figlio e genitori (con la sorella personaggio defilato).
E una domanda che ritorna insistente pagina dopo pagina: è possibile abbandonare il proprio padre e la propria madre?
L’anniversario, romanzo di Andrea Bajani non è un vero romanzo.
Piuttosto la volontà dell’autore di mettere nero su bianco il ritratto della propria instabile famiglia.
Con un padre violento e una madre invisibile, la casa una prigione dalla quale scappare.
Eppure – anche da adulto – lo scrittore combatte la sua personale lotta tra la voglia di fuggire e quella forza malsana che lo spinge a tornare tra quelle quattro mura malate.

Un romanzo privo di conversazioni ma scorrevole e elegante
Leggo L’anniversario con piacere.
Perché é scritto con uno stile elegante, pacato nonostante le parole pesino come macigni.
Dopotutto, Andrea Bajani denuncia una violenza domestica fisica e psicologica da parte del padre, con la madre testimone inerme.
Eppure l’opera non sfocia mai nel dramma.
L’autore ricostruisce le vicende come un cronista che riporti le notizie con la dovuta distanza emotiva.
Perché la vera questione, poi, è semplice: l’incapacità del giovane di porre una distanza (anche geografica) con i genitori, i suoi carcerieri.
In qualsiasi momento Bajani potrebbe allontanarsi dalle mura domestiche.
Trovare un lavoro in un altro quartiere, città, nazione.
Interporre chilometri, ore di treno, viaggi in aereo con la casa di origine.
Spezzare questa pesante, malsana catena familiare.
Ci riuscirà?
Metterà fine a questa violenza sottile e persuasiva?









